- Mmrh...
- Volevo dirti che mi sei piaciuto… Sei davvero un bel film, Mr. Turner...
- Mmrh… Bah...
- Davvero, tesoro. Sei arguto e raffinato. Completo in ogni dettaglio.
- Ma per carità…
- Cosa? Non credi di essere un buon film?
- Certo che sono un buon film. Ma non sono un film completo. Ho delle falle.
- Non capisco… Per esempio?
- Bah… Per dirne una, sono un biopic che non è un biopic. Racconto la vita di uno dei più grandi pittori di paesaggi mai esistiti, uno che ha anticipato l’impressionismo, e di tutto questo non faccio parola. Insomma, un po’ di contesto forse non faceva schifo. E il mio finale è un po’ deboluccio, non so quanto mi renda giustizia...
- Ma tesoro, me l’aspettavo, sai… il tuo regista è Mike Leigh. Non racconta in modo lineare, è uno che, come dice la recensione di Vincenzo Palermo, “coglie la vita nel suo ineluttabile fluire”.
- Mmrh… Sì, la regia è atipica. Però Leigh ci sa fare, è un dannato perfezionista. Ed ha il gran pregio, come altri registi albionici, di non sentire il bisogno di sventolare la propria maestria. Non sono io ad essere al suo servizio: è lui, il regista, che sta al mio servizio... Ogni mia scena è ambientata in quello che potrebbe essere un dipinto.
- È proprio vero. Forse non racconti bene la storia del pittore, ma riesci ad evocarne lo sguardo. Non parli dei suoi dipinti, parli di quello che lui vedeva.
- E non dimentichiamo un altro mio merito: quello di mostrare forse l’amplesso più spiacevole della storia del cinema…
- Ma dai, scemo… Arte e impulso sessuale non si discostano mai troppo… È tanto insolito che un film sulla vita di un’artista mostri anche l’artista che si accoppia? E di Timothy Spall, il protagonista, che mi dici?
- Oh, beh… Timothy Spall è una dannata forza della natura. Ogni espressione, ogni grugnito, ogni sillaba masticata delinea i retroscena non raccontati del personaggio. Per ogni scena mostrata, ne possiamo immaginare altre dieci.
Spall domina la scena con una voce rauca e l’andamento matronesco di un Nero Wolfe vittoriano, oscillante tra picchi di romanticismo quasi lirico e cinismo bestiale. Qualsiasi altro attore, qualsiasi altra faccia, risulterebbero fuori posto, poco convincenti.
- Già… Ha fatto di Turner un artista che dell’artista non ha nulla, un vecchio beone cafone e sgraziato…
- È burbero, sfociando a tratti nel rozzo, ma non manca mai di ringraziare, di chiedere il permesso, di dire e fare ciò che l’etichetta richiede. Solo, non si sforza mai di essere piacevole.
- E ricordati che Timothy Spall ha dalla sua parte una sceneggiatura niente male…
- Non devi dirlo a me, donna. La sceneggiatura è precisa, sicura e possente come la lama di uno zweihander teutonico, ed è completamente asservita alla narrazione ed alla recitazione: generosa senza essere prolissa, colta senza essere superba.
Questa è la verità: mi tengo in piedi sulla recitazione di Timothy Spall e sulla scrittura di Mike Leigh. Togli una di queste due cose, e potrei finire con il culo a terra in un istante.
- Allora non togliamole, tesoro mio…
- Mmrh… Con tutte queste chiacchiere, mi è passato il sonno.
- Chissà, magari mi riesce di fartelo tornare...














